Intervista a Giovanni Fondrini, new entry dello staff di Adacta!
D. Quali sono le sue pregresse esperienze nel campo delle ricerche di marketing?
R. Ho iniziato questo mestiere, e lo chiamo mestiere non a caso, circa 30 anni fa (lo so fa impressione, ma tant’è). Ricordo che si cominciavano a fare le prime interviste telefoniche infatti tutto si faceva ancora rigorosamente con interviste face to face o postali. Ricordo anche che i questionari si scrivevano con le Olivetti e i dati venivano mandati in perforazione e poi elaborati con quello che si chiamava un calcolatore (poco più di un foglio excel attuale) e poi la presentazione dei risultati si faceva sempre con la macchina da scrivere (altro che tabelle Pivot di oggi!). Ma al di là dei ricordi o dei rimpianti, parlavo di mestiere perché credo che, come in tante altre professioni, sia cambiata la tecnologia: certamente quello che non è cambiata è la curiosità, la voglia e il desiderio di ascoltare e di conoscere.
Nel mio percorso professionale mi sono occupato di molte tipologie di ricerche: dai product testing ancora tanto cari alle aziende multinazionali, agli exit poll per le intenzioni di voto in diversi ambiti (largo consumo, banking, insurance, b to b, sociale, politico) adottando le diverse metodologie di ricerca ed i più disparati strumenti per la raccolta dei dati.
D. Per quale motivo ha scelto di lavorare in Adacta?
R. E’ molto semplice, essendomi occupato sempre di progetti e di lavori con aziende nazionali ed internazionali ed avendo avuto modo, nel mio percorso professionale, di entrare in contatto con strumenti, metodologie di ricerca, temi di marketing nazionali ed internazionali di un certo livello e complessità, pensavo di avere raggiunto una certa “confidenza“ con questi strumenti e metodologie e pensavo anche, che a fronte di un problema di marketing, avrei sempre saputo trovare la soluzione in termini di ricerca di marketing da applicare. Ma cosa è successo? Gli attuali strumenti di ricerca mi sono parsi ad un certo punto riduttivi e troppo semplicistici, se confrontati con mercati e contesti di riferimento che si evolvevano, mutavano e diventavano sempre più difficili da approcciare e comprendere.
Allora ho iniziato a pensare che probabilmente i mercati potevano essere analizzati anche da altri punti di vista, solitamente trascurati dagli istituti internazionali più attenti ai “brevetti” o alla costruzione di benchmark. Ecco quello che ho trovato in Adacta è proprio la freschezza e la voglia di innovare.
D. Cosa l’ ha colpita, cosa le è piaciuto di questa azienda?
R. Posso raccontare, così come si fa come in un focus group, quali sono state le mie prime impressioni. Prima del contatto con il management dell’azienda ho navigato sul sito per approfondire meglio l’offerta dell’Istituto e sono rimasto piacevolmente stupito dalla freschezza, dalla modernità dei contenuti e della forma. Ma la domanda successiva è stata: la vetrina della società sul sito corrisponderà al vero o meno? Con l’andare avanti dei colloqui ho avuto occasione di andare a visitare il Consensory Center a Napoli. Al mio arrivo in aeroporto sono stato accolto da un ricercatore che mi ha portato a Casalnuovo. Da buon lombardo immaginavo di trovare una normale location di field.
Una volta entrato nel Consensory, dove Adacta svolge la sua attività di ricerca sensoriale, ho faticato a capire se mi trovavo all’interno di uno show room di Armani o in un laboratorio di analisi di un centro di ricerca fra più avanzati. Era in corso una seduta sensoriale ed i giudici venivano ricevuti in una reception che sembrava quella di un’azienda di software modernissima. Le persone venivano fatte accomodare nelle apposite sale dotate di box per l’assaggio dei prodotti e gli addetti in camice bianco e cuffia distribuivano i prodotti per l’assaggio guidati da accurate istruzioni. I giudici esprimevano le loro valutazioni su dei notebook dove erano stati precedentemente caricati i questionari. Ero in un centro ricerca fra i più avanzati in una cornice di una tale piacevolezza ed eleganza, anche alla vista, certamente non consueta.
La mia visita è proseguita e mi sono state illustrate tutte le attività di Adacta.
Sempre da buon lombardo, anche un po’ navigato nella valutazione delle strutture e dei tool disponibili, avevo immaginato che la gestione delle attività venisse fatta con dei metodi consueti o perlomeno conosciuti, ma sono rimasto ancora una volta sorpreso. Mi è stato mostrato Penny (diminutivo di Penelope per il tempo che è stato necessario all’attivazione operativa di questo strumento.) Cos’e Penny? Si tratta di un software appositamente studiato per la gestione di tutte le attività di tutti i collaboratori di Adacta, avete presente un sistema Sap? Bene qualche cosa di più!! Cosa fa Penny? Penny è un sistema Intranet che consente la gestione operativa, logistica, ed amministrativa delle diverse attività di Adacta.
Mi hanno spiegato che Penny è un sistema gestionale appositamente studiato e di cui tutti si avvalgono per il loro lavoro quotidiano e del quale non potrebbero fare a meno. Credo di non aver mai visto nulla di simile neanche negli istituti/società di ricerca più all’avanguardia e con i migliori sistemi di controllo. Penny ti avvisa in tempo utile se non è ancora stato consegnato un rapporto, una presentazione, se mancano dei prodotti per i test, se un’intervistatrice non ha ancora consegnato una fattura. E’ in grado di dirti quante interviste mancano al termine di quel lavoro e se saranno terminate nei tempi previsti.
D. Quali obiettivi si propone e come conta di raggiungerli?
R. L’obiettivo è naturalmente quello di sviluppare la conoscenza di Adacta e di divulgarne le specificità scientifiche presso le Aziende nazionali e internazionali, essenzialmente nell’area largo consumo.
Ritengo sia molto importante e che ciò possa contribuire in maniera tangibile allo sviluppo ed al miglioramento della qualità dei prodotti delle aziende nostre clienti
D. Perchè una azienda dovrebbe scegliere Adacta come partner per fare ricerca?
R. Le ragioni sono veramente innumerevoli, ma se dovessi dare delle priorità partirei senz’altro dall’expertise e dal valore scientifico fornito dal supporto delle scienze sensoriali, area in cui Adacta si configura a tutti gli effetti come una struttura all’avanguardia in Italia. Il contributo di Adacta, l’apporto e la stretta e continua collaborazione con le Università, con gli istituti depositari della ricerca nelle scienze sensoriali a livello nazionale ed internazionale ne fanno una realtà estremamente innovativa, che coniuga lo sviluppo e la ricerca nell’area sensoriale con lo sviluppo e la ricerca nell’ area marketing.
Oggettivamente Adacta è il primo Istituto in Italia che ha saputo interpretare al meglio queste due discipline.
Un’altro aspetto senz’altro non trascurabile è relativo alla capillarità e all’avanzamento tecnologico delle strutture organizzativa e gestionali di Adacta. Tutti i processi relativi allo svolgimento dei progetti vengono preventivamente pianificati e costantemente gestiti in tutte le fasi con attenzione e cura continua.
La capacità organizzative di Adacta e la professionalità del team dei ricercatori è oggettivamente un vantaggio non trascurabile anche se confrontato con realtà fortemente consolidate e strutturate sia a livello nazionale che internazionale.