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Adacta compie quindici anni di attività

Redazione: L’ADACTA ha appena compiuto i 15 anni di attività. La domanda è d’obbligo: se quindici anni fa le avessero detto…

Mario Cataldi: Anche la risposta è d’obbligo, banale ma d’obbligo: no, non ci avrei creduto.

Redazione: Ce li può raccontare in poche righe?

Mario Cataldi: Non è facile sintetizzare 15 anni in poche righe, però con piacere provo a ripercorrerli velocemente. Partiamo dunque proprio dall’inizio, dal primo atto ufficiale di ogni società, cioè la costituzione. A gennaio del 1992 andiamo a costituire presso uno studio notarile partenopeo, una società di cui non avevamo deciso neanche il nome.

Redazione: E perché proprio “ADACTA”?

Mario Cataldi: Volevamo un nome che iniziasse per “A” ed avesse un suono latineggiante. E cosi nasce, con l’aiuto del notaio e di un vecchio vocabolario sfogliato un po’ a casaccio, l’ADACTA s.n.c. di Mario Cataldi e Luciana Donnarumma. Oggetto: markèting e ricerche di Mercato. Sì proprio così: Markèting perché per il vecchio notaio questa parola era del tutto sconosciuta e forse un po’ misteriosa.

Redazione: In concreto che tipi di lavoro avete effettuato nei primi anni di attività?

Mario Cataldi: In realtà nei primi anni di attività ci siamo “fatti le ossa” lavorando essenzialmente come “location” per gli istituti di altre città che necessitavano di una struttura” a Napoli. Ed in effetti Napoli era e forse è ancora un po’ lontana dal mondo delle ricerche. E così i primi piccolissimi incarichi sono stati rilevazioni prezzi in alcune catene, reperimenti, organizzazione di gruppi. Veramente piccoli lavori. Poi una svolta inattesa, sotto forma di una telefonata dalla SIP (ricordate?). Noi pensavamo ad una fattura non pagata, ed invece no…, facendo riferimento ad una lettera da noi inviata molti mesi prima ci invitano a presentare un’offerta per un piccolo sondaggio. E così, con molti sforzi, tanta inesperienza, e tanta voglia di riuscire presentammo i risultati del nostro primo lavoro ad una azienda tanto importante. Poi la fiducia di qualche altra azienda, il primo dipendente, il cambio di sede, e l’adesione ad Assirm.

Redazione: Come è iniziato invece il fieldwork verso corrispondenti esteri?

Mario Cataldi: Il lavoro venuto dal versante internazionale è stato il frutto di una strategia di posizionamento dell’Adacta come istituto specializzato nel fieldwork per società internazionali. Abbiamo investito parecchio in questo ed i risultati sono venuti. Poi, come sempre ed in tutti i settori, ha funzionato molto bene anche il passaparola, che tuttora continua a regalarci nuovi clienti.

Redazione: Il 2001 per molte aziende, anche di settori diversi, è stato un anno particolare. Cosa è successo in Adacta?

Mario Cataldi: Il 2001 è stato un anno indimenticabile perché è stato l’anno dell’apertura della sede di Milano, di un grande sviluppo delle ricerche internazionali almeno fino al crollo delle Twin Towers, del nuovo ufficio qualitativo di Napoli. Ma il 2001 è stato anche e soprattutto l’anno in cui ci siamo avvicinati all’approccio sensoriale combinandolo al tradizionale approccio “consumer”. Con questa metodologia, denominata Consensory® abbiamo raccolto grandi soddisfazioni e numerosi clienti prestigiosi, che non elenco solo per timore di dimenticarne qualcuno. Nel contempo, abbiamo cercato anche di intensificare la nostra presenza e gli interscambi con il mondo scientifico ed accademico, nazionale ed internazionale. Da qui scaturiscono le partecipazioni a Convegni e Congressi nazionali ed internazionali, quali ad esempio Ciseta e Pangborn, nonché l’organizzazione di alcuni workshop ai quali hanno preso parte docenti universitari e responsabili di primarie aziende italiane ed estere.
Gli ultimi cambiamenti sono molto più recenti: la trasformazione in Spa, la sede di Bologna, l’ampliamento del call center a 30 postazioni.
Se consideriamo gli ultimi 5 esercizi, sono raddoppiati fatturato e dipendenti.

Redazione: Un bilancio allora di questi 15 anni….

Mario Cataldi: Qualcuno pensa che questi siano risultati eccezionali. E che lo siano ancor di più se ottenuti avendo come base di partenza la città di Napoli, che, relativamente al settore ricerca, non ci ha certamente avvantaggiato, soprattutto per la distanza dai nostri clienti principali. Noi crediamo invece che i nostri risultati siano semplicemente il frutto di un lavoro tenace, e soprattutto del lavoro di un team dove ognuno ha dato e dà ogni giorno il proprio contributo.

Redazione: Possiamo dunque dire che siete pienamente soddisfatti?

Mario Cataldi: Sì, certamente…quando pensiamo a tutti i progetti che ancora realizzeremo.


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