Skip Navigation LinksHome > NewsLetter > News Archive > News 
 
Aiutaci a migliorare le "Adacta News"
Immagine Categoria

Le regole su come intervistare bambini e ragazzi

Prima di tutto, vorrei chiedere se c’è una differenza tra intervistare bambini e ragazzi?

Attualmente, a livello internazionale, non c’è una definizione precisa per classificare “bambini” e “ragazzi”. In genere consideriamo ‘bambini’ i soggetti al di sotto dei 14 anni e “ragazzi” quelli tra i 14 e i 17 anni.
Di solito non applichiamo delle regole precise su come intervistare ciascun gruppo di età. Si tratta soprattutto di una questione di buon senso da parte del ricercatore, per quanto riguarda l’argomento della ricerca e del tipo di domande poste che deve, senza altro, essere adatto all’età dell’intervistato.


C’è un’attenzione particolare quando si intervistano bambini e ragazzi rispetto ad interviste fatte ad adulti?

Sì, sicuramente ci sono delle differenze e delle attenzioni particolari, soprattutto ora che c’è più preoccupazione da parte dei genitori e dell’opinione pubblica sulla protezione dei bambini e dei ragazzi, dovuta ad un crescente numero di casi di abusi sui bambini. Quindi, quando intervistiamo dei bambini e dei ragazzi, è l’aspetto etico quello al quale dobbiamo rivolgere una particolare attenzione. Il benessere dei bambini e dei ragazzi è la priorità, visto che non possono assolutamente essere turbati o soffrire di danni morali o fisici in conseguenza della ricerca. Dobbiamo salvaguardare i loro diritti, la loro sicurezza, i loro interessi ed i loro genitori o le persone responsabili devono essere sicuri di questo.


Ci sono delle regole precise su come intervistare bambini e ragazzi?

La regola principale e tassativa è la necessità dell’autorizzazione da parte dei genitori o delle persone responsabili. Quando intervistiamo bambini e ragazzi, dobbiamo dare delle informazioni dettagliate sulla ricerca ai genitori/persone responsabili, in modo da ottenere la loro autorizzazione. Quest’ultima, d’altra parte, dovrà essere firmata solo nel caso in cui sia prevista una videoregistrazione o una sessione fotografica alla quale i bambini devono partecipare. Per esempio possiamo far riferimento al “toy study” che, già dal 2002, facciamo con cadenza annuale. Si tratta, infatti, di uno studio realizzato per conto della ‘duracell’, durante il quale, sono previste delle sessioni di gioco, nelle quali i bambini hanno il compito di provare e valutare un certo numero di giocattoli. Siccome alla fine di una delle sessioni è prevista una sessione fotografica, abbiamo bisogno di essere autorizzati e, quindi, di avere la firma dei genitori/persone responsabili.


Quindi, da quanto ho capito, bambini e ragazzi possono, oltre a essere intervistati, provare dei prodotti?

Si, possono partecipare a delle ricerche di mercato che prevedono il ‘product testing’. In questo caso, però, non solo dobbiamo avere l’autorizzazione dei genitori/persone responsabili, ma anch’essi devono poter vedere e provare i prodotti da testare.
Poi, il ricercatore deve verificare che i prodotti siano sicuri per essere consumati o maneggiati (giocattoli, ad esempio), che i bambini o ragazzi non soffrano di allergie agli ingredienti dei prodotti in test e che non siano coinvolti in azioni illegali, dovute alla prova dei prodotti in test.


Ci vuole un intervistatore speciale per effettuare questo tipo di interviste?

Gli intervistatori non devono avere dei requisiti particolari quali esser psicologi, professori, ecc., però, ovviamente, devono essere capaci di instaurare un buon rapporto con i bambini e di trasmettere un senso di fiducia ai genitori e/o alle persone responsabili. Dunque, quando dobbiamo fare ricerche di questo tipo, tendiamo sempre a scegliere degli intervistatori che abbiano già esperienza nell’intervistare e, soprattutto, adeguata predisposizione nel rapportarsi ai bambini.


È possibile fare delle interviste telefoniche o tramite internet a questa categoria di intervistati?

È, effettivamente, possibile svolgere delle ricerche telefoniche o tramite internet a bambini/ragazzi. Ci sono, però, delle difficoltà nell’ottenere l’autorizzazione dei genitori/persone responsabili così come nello stabilire l’età precisa dell’intervistato quando si ha il primo contatto.


Lucia Aidos

Aiutaci a migliorare le "Adacta News".
Click on a star to indicate how much you liked the article