Estratto di un' intervista di Roberto Nucci fatta a Luciana Donnarumma nell’ambito dell’ articolo dal titolo “Ricerche di mercato in analisi”) pubblicato sul n° 10 – Ottobre 2005 -della rivista Largo Consumo.
Qual é la situazione del mercato delle ricerche di marketing e quali prospettive si possono prefigurare ?
La situazione attuale risente in maniera vistosa della congiuntura economica nazionale. Per molte aziende, sia di produzione che di distribuzione, gli investimenti in ricerca sono ridotti al minimo indispensabile e le prospettive sono quanto meno incerte.
Generalmente si ritiene che periodi di bassa crescita economica dovrebbero indurre a maggiori investimenti in ricerca. La nostra esperienza ci porta a dire che ciò è vero solo in teoria: è infatti chiaramente percepibile come in momenti come questi, le aziende stiano tagliando i loro investimenti o, come speriamo, li stiano rinviando a momenti migliori.
Le ricerche ovviamente ne soffrono, sono ridotte di numero, spesso effettuate con campioni ridotti rispetto a quello che sarebbe necessario, talvolta annullate.
A tutto ciò deve aggiungersi Internet, che negli ultimi anni ha fatto sentire in maniera chiara il suo impatto e che favorendo un contatto diretto consumatore/azienda ha sicuramente influito sulla domanda di ricerca da parte dei committenti.
Spiragli di luce? In un quadro complessivamente difficile, quello che probabilmente aiuta a tenere certi volumi, almeno per noi di Adacta, sono le aziende medie, se non medio-piccole. Si tratta di aziende sane e di gran qualità che fino a poco fa, erano lontanissime da questo mondo e che finalmente cominciano a capire quanto sia importante curare “l’ascolto” dei propri clienti.
Quali novità presenta il Vs. Istituto come ricerche (sia qualitative che quantitative) e come metodologie?
La principale novità presentata da Adacta riguarda invece la metodologia Consensory Overview, un vasto studio di categoria che studia la performance sensoriale del prodotto sia sul piano “oggettivo”, quello dei giudici, sia sul piano soggettivo, quello dei “consumatori”. Si tratta di una indagine multiclient, che esamina fino a 20 prodotti scelti fra marche leader, private label, prototipi, primi prezzi e che coinvolge non meno di 200 consumatori, distribuiti sul territorio nazionale (….).
Quali sono le richieste che oggi la clientela vi fa con maggiore insistenza?
Adacta è un istituto di ricerca specializzato nella integrazione delle tecniche di “consumer research” e di “sensory analysis” .
I nostri clienti – spiega Luciana Donnarumma - sono particolarmente interessati a scoprire la “chiave sensoriale del gradimento” del loro prodotto, vale a dire lo strumento che associa alle preferenze di ciascun segmento di consumatori il profilo oggettivo ottimale. Cio’ significa effettuare il test di prodotto non solo sui consumatori, ma anche su giudici sensoriali esperti nell’assaggio di quella data categoria merceologica.
Ai nostri clienti interessa sapere quali possono essere le aree di miglioramento del prodotto, ma soprattutto quali possono essere le azioni di ottimizzazione sensoriale da mettere in campo.
La strategia di nicchia, che Adacta ha intrapreso ormai da diversi anni, ci consente di dare una risposta perfettamente aderente a tali esigenze.
Ma la richiesta più difficile da soddisfare per gli istituti di ricerca è purtroppo quella sui tempi di realizzazione delle ricerche. Alla domanda: “Per quando le servono i risultati dell’indagine?” , sta diventando ormai prassi sentirsi rispondere: “Per ieri”.
Spesso si ha la sensazione che i clienti non si rendano conto dei tempi di realizzazione di un fieldwork, della difficoltà di reperire target specifici, della necessità di dare il tempo al ricercatore di far sedimentare nella propria mente le informazioni raccolte dal mercato prima di arrivare alla stesura di un report. In pratica (perché è purtroppo prassi comune) si vuole tutto e subito, in un vortice di stress convulso che sembra non far bene né agli istituti di ricerca, né tanto meno al cliente.