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L’altra faccia della medaglia in un monito contro lo spreco di un bene insostituibile: l’acqua.

Alcuni numeri: 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e 2,6 miliardi non beneficiano di servizi igienico-sanitari di base. Ogni anno 8 milioni di persone muoiono per malattie connesse all'utilizzo di acqua stagnante. Ogni giorno 34.000 persone, in prevalenza donne e bambini, muoiono per il mancato accesso all'acqua potabile.


Nonostante la drammaticità della situazione, la nostra società e le nostre abitudini quotidiane seguono la strada di un consumismo sfrenato e irrazionale. La conseguenza è che la definizione di acqua sta cambiando, da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può estrarre e commerciare liberamente e il cui utilizzo, come ogni merce, ha un prezzo.


L'acqua non è distribuita in modo uniforme. La pioggia e le altre precipitazioni cadono irregolarmente dal punto di vista temporale e regionale: alcune zone della Terra ne ricevono regolarmente enormi quantità, in altre invece non piove praticamente mai. Gestire l'ambiente in modo sostenibile significa soddisfare i propri bisogni senza mettere in pericolo la soddisfazione dei bisogni delle generazioni future.


L'acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent'anni fa e la desertificazione avanza al ritmo di 6 milioni di ettari l'anno. Non dobbiamo consumare più acqua di quanto la natura non sia in grado di ripristinare. In risposta alla crisi dell'acqua, la Banca Mondiale ha deciso di sostenere la privatizzazione delle acque: alcune multinazionali stanno commercializzando le risorse idriche in particolare dei paesi del terzo mondo.


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Redazione

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